Misericordia Casale monferrato

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La Misericordia per i terremotati: l'esperienza di sei Confratelli

16/10/2016

 

Un’esperienza bellissima, anche se il motivo che ci ha spinti a partire non è bello affatto.” Sono queste le prime parole dei sei Confratelli della Misericordia di Casale al ritorno dalla settimana trascorsa come volontari al campo di Sant’Angelo di Amatrice, per prestare aiuto alla popolazione colpita dal sisma del 24 agosto scorso. Per due di loro si è ripetuta l’esperienza dopo il terremoto di sette anni prima in Abruzzo; per gli altri era la prima volta; per tutti è stata un’avventura faticosa ma pienamente appagante.
La notte del 24 agosto i volontari della Misericordia sono stati tra i primi ad arrivare ad Amatrice, ad Accumoli, ad Arquata del Tronto per dare soccorso e scavare sotto le macerie, insieme ai Vigili del Fuoco. Sono giunti da L’Aquila, da Ascoli Piceno e dalle zone limitrofe per salvare più vite possibile. Molti di loro avevano negli occhi e nel cuore ancora il ricordo del sisma che ha devastato L’Aquila nel 2009, ma in quell’istante non si sono fermati, non hanno dato spazio al passato.
La Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, con il diretto coordinamento dell’UGEM (Ufficio Gestione Emergenze di Massa), da subito ha allestito un campo di accoglienza a Sant’Angelo di Amatrice per dare riparo e cibo a chi aveva perso la casa, i famigliari e ha visto sfumare in un attimo i sacrifici di una vita vivendo momenti terribili.
Sin dalle prime ore dopo il terremoto, la richiesta di volontari che andasse a prestare aiuto è giunta anche a Casale Monferrato e i nostri Confratelli si sono dati disponibili a partire immediatamente. L’UGEM ha organizzato le squadre di soccorso, dando priorità alle Misericordie più vicine che si sono alternate nella gestione del campo. I primi tempi il campo era frequentato da centinaia di persone, tra residenti, volontari ed esterni in cerca di un pasto. Lentamente la situazione è andata migliorando: alcuni hanno trovato sistemazione in seconde case, altri si sono trasferiti oppure sono stati ospitati negli alberghi. Sembrava che la situazione si fosse normalizzata, quando venerdì 7 ottobre è arrivata la richiesta, formalizzata il giorno dopo, di una squadra pronta partire. La Misericordia di Casale non ha esitato a dare il proprio supporto. Sei Confratelli si sono subito attivati e, valigia pronte, il lunedì seguente, alle 4 di mattina, sono partiti alla volta di Sant’Angelo di Amatrice. La necessità era di iniziare la fase di chiusura e smontaggio del campo, riducendo progressivamente il numero di residenti, che avrebbero trovato una sistemazione più adeguata. L’obiettivo era di smantellare il campo entro dieci giorni per permettere all’Esercito di subentrare e iniziare la fase di installazione delle casette prefabbricate. Ad un’altitudine di circa 1000 metri, con le prime nevicate in vetta e la colonnina di mercurio sempre più prossima allo zero, il grande nemico, ormai, stava diventando il freddo.
Giunti al campo di Sant’Angelo intorno alle 13 di lunedì, i nostri Confratelli si sono subito messi al lavoro per aiutare in tutto ciò di cui c’era bisogno: servizi di pulizia del campo, controllo del numero dei pasti come richiesto dal Dipartimento di Protezione Civile per monitorare la situazione dei residenti, smontaggio delle tende, censimento della popolazione e delle relative necessità, sistemazione del magazzino del campo, preparazione e consegna dei pacchi di viveri e vestiario da destinare alle famiglie bisognose, aiuto in cucina e distribuzione dei pasti, sorveglianza notturna del campo.
Nella settimana dal 10 al 15 ottobre, sotto la gestione del campo da parte della Conferenza Interregionale Abruzzo – Marche – Molise della Misericordia, i nostri Confratelli, ribattezzati “Savoiardi” per la lontana provenienza, non si sono risparmiati e ci hanno messo braccia, gambe, testa e cuore per fare quello che un vero volontario sa fare meglio: aiutare il prossimo.
Con tanta stanchezza in corpo, ma pieni di emozioni positive e un pizzico di nostalgia, sabato 15 ottobre è giunto il momento di tornare a casa, consapevoli di aver ricevuto più di quello che è stato lasciato: “La collaborazione tra Confratelli prima sconosciuti è stata la forza che ci ha accompagnato per tutta la settimana. Il calore delle persone che abbiamo incontrato, la loro storia e la loro energia ha ripagato e anche superato le fatiche di una settimana incredibile. Torniamo a casa più ricchi nel cuore.

 

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